Perché provare

 

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“La vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori, ma nel vederli con nuovi occhi”.

Marcel Proust

Non sempre so dove mi trovo


A volte le difficoltà paiono insostenibili, e si può anche avere paura di vivere. Ma il nostro corpo è un alleato forte e amorevole.

Illustrazione di Beppe Giacobbe

Può capitare a tutti. Anche se siamo disposti a scommettere che i momenti difficili si accaniscano solamente su di noi. Magari in passato la vita ci ha regalato periodi di serenità, ma adesso le cose vanno male. Ci sentiamo soli. Non siamo capiti dal partner, dai figli, dai colleghi di lavoro. Forse qualcuno sta invadendo, in qualche modo, il nostro spazio. I pensieri cominciano a girare vorticosamente. Il corpo mostra i segnali del disagio: c’è poca energia, lo stomaco è in subbuglio. E’ il suo modo di comunicare, i segnali del corpo sono preziosi. Lui sa. La buona notizia è che possiamo ascoltare questo alleato forte e amorevole. La pratica bioenergetica ci aiuta a respirare meglio, a essere più vitali e più radicati, a ristabilire la consapevolezza della nostra identità, a entrare nelle proprie difficoltà e accettarle o a trovare nuove soluzioni. “Le cose che da lontano ci spaventano, da vicino non ci spaventano più”, ha scritto William Shakespeare. Possiamo trovare un sostegno psicologico per superare i momenti difficili, per ampliare i nostri punti di osservazione, qualcuno che ci ascolti con attenzione e che ci capisca.

Quando avremo superato il periodo critico e troveremo altre strade sbarrate non ne saremo più spaventati. Perché un nuovo potere creativo inizia a prendere forma nel profondo di noi. Ripeteva Carl Gustav Jung:
“L'uomo ha bisogno di difficoltà: sono necessarie alla salute”.


“Nella vita il compito principale dell’uomo è dare alla luce se stesso”.

Erich Fromm

Coltivare i fiori del proprio giardino

In qualche angolo del nostro essere sentiamo un anelito… Qualcosa va chiarito. Siamo consapevoli che il compito di diventare ciò che siamo potenzialmente non è facile.

Illustrazione di Beppe Giacobbe

Recita un antico proverbio talmudico: “Se io non sarò me stesso, chi lo sarà per me? E se non ora, quando?” L’aspirazione a evolvere, a migliorarsi, fa parte della natura umana. Forse desideriamo sentire il nostro corpo più vivo, provare più piacere. O vogliamo capire meglio emozioni che a volte ci travolgono, comprendere i motivi dei nostri comportamenti meccanici. Talvolta siamo bloccati da un conflitto interno, perché ci accorgiamo che una parte profonda di noi non ha alcuna “intenzione” di cambiare per migliorare, mentre un’altra parte si protende verso una visione più allargata dell’esistenza. Praticando bioenergetica miglioriamo la comunicazione e l’integrazione tra emozioni e sensazioni somatiche: impariamo a sentire le parti vitali e anche quelle in tensione. Grazie alla pratica costante, questo nuovo “sentire” ci consente di muoverci nel mondo con più leggerezza e minor sforzo, guardando anche oltre il recinto delle consuete abitudini facilitando un maggior equilibrio tra carico e scarico di energie. A tutti i livelli: da ciò che avviene nella singola cellula al respiro, al movimento del corpo, fino a ciò che esprimiamo con le parole o le azioni. Siamo più autentici, calati nella realtà. “La salute emotiva è la capacità di accettare la realtà e di non sottrarsi a essa” ricorda il fondatore della bioenergetica Alexander Lowen. “E la nostra realtà di base è il nostro corpo. Ogni parte del corpo contribuisce al nostro senso del sé". Mentre Paul Valéry raccomanda: ”L’unico modo per realizzare i propri sogni è svegliarsi”.


 

“Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso”.

Gabriel Garcia Marquez

 

 

 

 

Migliorare le relazioni

Quanto mi lascio andare, veramente, nei momenti di intimità? Sono del tutto chiari i giochi di potere nell’ambiente di lavoro? Nel nostro corpo ci sono le risposte a molte domande. Anche a quelle che non ci facciamo apertamente.

Illustrazione di Lucrezia Ruggieri

Il mosaico delle interazioni umane è complesso. A volte ci accorgiamo di dare segnali di sottomissione, o di sopraffazione, anche se non ne abbiamo alcuna intenzione. Spesso facciamo fatica a esprimere i nostri sentimenti di amore, tenerezza, o a manifestare i bisogni, le ambizioni. Il nostro corpo contiene tutto. Anche le inibizioni assorbite in un lontano passato sotto forma di contratture nei muscoli nelle spalle, per esempio, nel bacino o nella mandibola. Quando – grazie anche alla consapevolezza delle nostre sensazioni corporee - conosciamo un po’ meglio la massa eterogenea di “cose” (gradevoli e non) che si trovano nel nostro essere, nel nostro profondo, siamo in grado di avere una visione più lucida della realtà, al di là delle illusioni che spesso ingabbiano il nostro agire. Un ‘occasione per poter vedere le nostre illusioni ed essere liberi di relazionarci con l’altro viene offerta dai gruppi continuativi di bioenergetica e supporto psicologico cocondotti con Flavio Panizza, psicoterapeuta bioenergetico. Lo psicanalista americano Carl Rogers, ha scritto: “Ogni persona è un'isola in se stessa, lo è in un senso molto reale; può gettare dei ponti verso le altre isole solamente se vuole ed è in grado di essere se stessa”


“Nelle persone tutto può cambiare, tutto è in processo, in trasformazione”.

Alexander Lowen

 

 

Cosa si ottiene con la pratica bioenergetica

La pratica costante degli esercizi di bioenergetica permette di liberare l’energia vitale riappropriandoci del sentire e della nostra autenticità.

Illustrazione di Beppe Giacobbe
La bioenergetica produce e favorisce benefici immediati (per esempio, possiamo sentirci rilassati dopo una classe di esercizi) ed effetti a lungo termine. La pratica costante consente di avere consapevolezza delle tensioni muscolari e favorisce una maggiore consapevolezza del nostro essere attraverso il corpo. Incontrare una tensione in una contrattura somatica, significa “sentire” (e imparare ad accogliere) un’emozione di dolore. Sciogliere - quando è possibile - una contrattura consente di aprirci a un piacere e provare un sentimento di gioia e di espansione. Il lavoro bioenergetico è un “viaggio” speciale alla scoperta del nostro essere: ci aiuta a liberare l’energia vitale riappropriandoci del sentire e della nostra autenticità. “L’energia è gioia allo stato puro”, esclamava il poeta inglese William Blake. Mentre lo scrittore statunitense Ralph Waldo Emerson annotava: “Non andare dove porta il sentiero. Va, invece, dove non c’è sentiero e apri una strada.